Storia ed Analisi del Territorio

 1.Presentazione del territorio

Il territorio nel quale sono ubicati i plessi del nostro Istituto (“Nazario Sauro”, “Saverio Piantedosi” ed “Errico-Pascoli”) non è eccessivamente esteso, ma densamente abitato.Esso si estende lungo il quartiere Secondigliano, antico Casale Regio della città di Napoli, (parte del Corso, parte della zona denominata “Perrone”, Via Cassano, Rione Kennedy, Corso Italia) e rientra nella VII Municipalità (Miano – Secondigliano – San Pietro a Patierno).È in prevalenza occupato da edifici alti quattro-cinque piani e presenta una scarsa quantità di verde pubblico.Una gran parte degli edifici è raggruppata in parchi di edilizia popolare.Vi si trovano diverse scuole: Circolo Didattico Statale 30 “Parini”, l’Istituto Comprensivo Savio-Alfieri al Corso Secondigliano, l’Istituto Comprensivo Caro-Berlingieri al Parco Kennedy.Vi si trovano molti esercizi commerciali di piccole dimensioni e l’attività economica è concentrata nel commercio (mercato continuo in Via Cassano e Corso Italia) o in altre attività (studi medici, assicurativi, mobilifici, officine ecc.) di piccolo calibro e non ci sono fabbriche o altri poli lavorativi di grandi dimensioni.

 2.Cenni storici

 Pochi sanno che anche la periferia a nord di Napoli può vantare una storia ricca e gloriosa, testimoniata anche dalla presenza di monumenti e opere architettoniche di grande pregio.I casali rurali sono stati, infatti, il nucleo originario di interi quartieri dell’aerea napoletana, oggi erroneamente considerati “periferia”, quasi come se questi non avessero altra storia se non quella delle violenze che quotidianamente vi si consumano. 

Secondigliano è un esempio di questa “trasformazione”.

 L’origine del nome è tuttora incerta. Secondo alcuni deriverebbe dalla famiglia dei Secondilli, che qui stabilì la propria dimora, secondo altri dai Colli Secondilli che circondano la città da nord-est a nord-ovest. Altri ancora ritengono che il nome derivi dalla collocazione del quartiere all’altezza del secondo miglio della via Atellana (secundum milla).La prima citazione documentale ufficiale risale al 10 Ottobre 1113. Il documento cita un contratto d’affitto di un fondo posto in “Villa Secundillani“. Altri documenti, riportanti il nome “Secondilianum” e “Secundillanum“, risalgono invece al regno di Carlo D’Angiò e diCarlo II ma di essi non si trova alcuna notizia fra i casali di Napoli sotto l’imperatore Federico II. Nella santa visita dell’arcivescovo del 1542 viene citato il “Casale Secondigliani”.Nei periodi della dominazione normanna, sveva, angioina ed aragonese, Secondigliano, pur essendo Casale, non aveva né le caratteristiche architettoniche né urbanistiche di un vero e proprio Casale regio, caratteristiche che assumerà solo in età vicereale, verso la fine del 1500 e l’inizio del 1600 dopo l’apertura della strada di Capodichino, che renderà Secondigliano accessibile anche dalla pianura. L’economia dell’antico Casale si basava soprattutto sull’agricoltura e la vita quotidiana era regolata da rapporti di tipo feudale.Nel corso del 1600 anche Secondigliano, come gli altri Casali di Napoli, si trasformò in Universitas, unità amministrativa indipendente governata da assemblee popolari. Il Casale riforniva gran parte della città di frutta, vino, grano, ortaggi, cereali grazie alle sue fertilissime campagne a 150 metri di altitudine. Particolarmente fiorente era la coltivazione del gelso da cui si ricavava seta di eccelsa qualità. Dall’allevamento dei maiali e dalla macellazione delle carni si ricavava il rinomato “salame di Secondigliano”, la cui ricetta è andata perduta nel corso dei secoli.Agli inizi del 1800 le Universitas, istituzioni ormai obsolete, furono abolite e convertite in comuni autonomi. Nel 1925 Secondigliano fu annesso al  Comune di Napoli, acquistando sempre di più i caratteri della “periferia”. Fino agli anni ’50 però il quartiere conservò le sue caratteristiche di borgo rurale, divenendo meta di scampagnate, preferita dalle famiglie napoletane per l’aria salubre e la presenza di numerose trattorie. Causa del degrado che ancora oggi affligge il quartiere è stata l’edilizia selvaggia degli anni ’60, che ha reso Secondigliano zona di edilizia popolare ove confinare i ceti più bassi, distruggendone le rimanenti aree verdi. Come nel resto della periferia nord, il numero degli abitanti ufficiali andrebbe visto al rialzo per la presenza di numerosi abusivi. Il quartiere presenta forti segni di disagio sociale ed economico: bassa scolarizzazione, abbandono scolastico, elevata disoccupazione e soprattutto capillare presenza della criminalità organizzata. Il picco negativo si è raggiunto negli ultimi mesi del 2004 quando Secondigliano è diventata teatro della guerra di camorra che proprio nel quartiere ha diverse roccaforti. La presenza della malavita organizzata è testimoniata dal florido mercato degli stupefacenti, particolarmente attivo nelle zone delle Case Celesti, del Rione 167 e del Rione dei Fiori, detto “terzo mondo” per le condizioni di estrema povertà e degrado.

3. Elementi demografici

I dati statistici si riferiscono al Censimento della popolazione effettuato nel 2001, non essendo ancora disponibili i dati dell’ultima rilevazione anagrafica effettuata nell’anno 2009-2010. Ad ogni modo le differenze non sono sostanziali. Nel territorio risiedono attualmente circa 40.000 persone; l’età media è di 45 anni. Negli ultimi 20 anni c’è stata una diminuzione della natalità e l’età media della popolazione è aumentata. Nonostante ciò il territorio è demograficamente più giovane rispetto alla media cittadina. I tassi di emigrazione sono sensibilmente aumentati negli ultimi cinque anni, mentre quelli di immigrazione sono molto bassi. Si registra un aumento della presenza di extra-comunitari e rom.

 4. Elementi etnico-culturali

 Da un punto di vista etnico la popolazione si presenta ancora piuttosto omogenea; praticamente la quasi totalità degli abitanti sono italiani e la gran maggioranza sono originari di queste zone. A grandi linee, come caratteristiche dell’abitante medio di questa zona troviamo un notevole senso della famiglia e un certo calore nei rapporti sociali, soprattutto con parenti e persone più vicine; una certa generosità e disponibilità di fondo.Come elementi culturali negativi citiamo lo scarso interesse per la proprietà pubblica, gli atteggiamenti illegali entrati nell’abitudine comune, la tendenza a preoccuparsi molto del benessere proprio e della propria cerchia e poco di quello della società in senso ampio. È anche diffusa l’abitudine a diffidare delle istituzioni in genere e a cercare soluzioni convenienti ai propri problemi con mezzi personali, il più delle volte illegittimi e in non pochi casi illegali. Per quanto riguarda il grado di istruzione scolastica, da un punto di vista socio-culturale, ai fini di una valutazione delle diverse realtà territoriali, pur restando significativo il tasso di analfabetismo, ossia la percentuale di coloro che non sanno leggere né scrivere, in genere sul totale delle persone in età dai sei anni in poi, esso interessa soprattutto le classi adulte e anziane. Diventa quindi più significativo fare riferimento a parametri riguardanti livelli d’istruzione più elevati. Comunque lo si misuri, il grado d’istruzione mette in evidenza le disparità economiche e sociali tra le popolazioni. Quanto meno istruite sono le persone, tanto minore è la loro capacità produttiva nel lavoro. I dati relativi ai vari casi sono inferiori alla media cittadina. Insomma il problema istruzione segna fortemente lo sviluppo del territorio. Per quanto riguarda i mezzi di comunicazione sociale, il primo tra tutti è la televisione, posseduta dalla totalità delle famiglie (in genere più d’una per famiglia) e considerata un elettrodomestico di prima necessità. La coscienza critica con cui viene guardata è in genere scarsa, anche se su questo è difficile dare un giudizio univoco. Segue il telefono cellulare, anche questo posseduto dalla quasi totalità della popolazione (i più giovani ne posseggono più di uno). Altri mezzi di comunicazione sono i giornali: i quotidiani sono letti regolarmente solo da una ristretta fascia della popolazione, mentre sono più seguiti ad esempio i giornali sportivi. Caratteristico della nostra zona è l’uso abbondante e talvolta eccessivo dei manifesti murali, come mezzo per comunicare alla popolazione soprattutto notizie di carattere politico e di propaganda dei partiti. Infine, la rete internet come mezzo di comunicazione si è rapidamente diffusa, soprattutto tra i giovani. Per quanto riguarda il tempo libero, esso in genere viene adoperato per visite a parenti, per guardare la televisione, per fare acquisti; tra i ragazzi lo sport più praticato o almeno più seguito è certamente il calcio. La zona difetta di spazi verdi o di luoghi di ritrovo (cinema, teatro…), per cui spesso i giochi dei ragazzi sono praticati in strada con poca libertà di muoversi e grande fastidio di residenti e passanti. Si registra un aumento della pratica di attività sportive al chiuso (palestra, fitness…). 

 5. Elementi socio-economici

La disoccupazione è in crescita e rappresenta uno dei problemi più temuti e discussi, uno dei maggiori timori per il futuro. I dati sulla condizione professionale o non professionale della popolazione residente fanno riferimento a tutta la popolazione di 15 anni e più e forniscono informazioni sul numero di occupati, delle persone in cerca di occupazione, delle non forze di lavoro (studenti, casalinghe/i e ritirati dal lavoro). Dal punto di vista delle potenzialità produttive e dell’effettiva partecipazione all’attività produttiva, il territorio presenta una situazione meno soddisfacente rispetto a quella cittadina.Il tasso di disoccupazione raggiunge circa il 40% della popolazione residente (riteniamo sia ancora più alto, dal momento che il dato non tiene conto della crisi internazionale degli ultimi anni). Vi sono numerosi casi di famiglie con figli adulti il cui unico reddito è la pensione di un genitore. Sono purtroppo abbondanti i casi di lavoro sommerso, soprattutto tra i più giovani che svolgono occupazioni poco qualificate e poco qualificanti. Negli ultimi anni l’età del primo impiego si è spostata costantemente in avanti, con il risultato che i figli lasciano il nucleo familiare sempre più tardi e le famiglie giovani appena formate sono dipendenti ancora per lungo tempo dall’aiuto economico delle famiglie di origine. Da ciò deriva una crescente difficoltà dei giovani a diventare definitivamente adulti e il trascinarsi di situazioni di adolescenza tardiva. D’altra parte, la minore disponibilità di soldi rispetto al passato non ha spinto le famiglie ad una limitazione dei consumi, ma anzi ci sono certi beni che hanno assunto il valore di status-symbol (cellulare, automobile) e che sono desiderati dal giovane indipendentemente dalla situazione economica familiare.Basso è il numero delle famiglie unipersonali, quelle costituite da un solo componente (circa il 10%), mentre le famiglie numerose, quelle con 6 o più componenti, sono il 6%. Il peso delle famiglie a 4 componenti è quello predominante e raggiunge il valore del 25%. Vi sono diverse tipologie di abitazione, comunque la quasi totalità delle persone vive in fabbricati di quattro-cinque piani, con dieci o più appartamenti per fabbricato. Si passa poi da zone dove la quadratura degli appartamenti è media o ampia, a zone dove si concentrano appartamenti dell’edilizia di parchi, o a case assai piccole e trascurate.Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, il quartiere si presenta discretamente collegato: vi transitano diversi autobus che lo collegano con il centro di Napoli. Si attende da anni l’inizio dei lavori della Linea 1 della Metropolitana.

 6. Elementi socio-politici

 Sono presenti alcune sedi locali di partito ma non hanno un grande radicamento nel territorio né registrano un gran numero di iscritti e di iniziative. La politica a livello locale è ancora scarsamente partecipata dalla gente, anche se nel periodo elettorale si riscontra un maggiore interessamento. Nella mentalità comune tuttavia la politica come amministrazione del bene pubblico è poco sentita: essa viene vista o con sentimenti di diffidenza con mire clientelari, per cercare una sistemazione lavorativa o un favore di qualche genere. D’altro canto non è difficile realizzare che questa situazione nasce dal modo di porsi e quindi dall’atteggiamento dei politici nei confronti dell’elettorato. L’atteggiamento generale spoglia la politica dei suoi valori e produce uno stato d’animo di rassegnazione o prevaricazione.

(Storia ed analisi del territorio elaborata in collaborazione con P.Doriano Vincenzo De Luca) 

 

 

Social

top

Contatti

I.C. "Sauro - Errico - Pascoli"
Viale delle Galassie, 2 - 80144 Napoli
C.F.: 80061080638
Tel: 0817374452 - 0817382937 - 0817384300
C.U. Fatturazione Elettronica: UFFEW3
Mail: naic8b900l@istruzione.it
PEC: naic8b900l@pec.istruzione.it
© 2015 Design a cura della Sares s.r.l. / Web site v.1.2 - P.IVA: 05791401218 / Via Melisurgo, 15 80131 (NA)